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Comunicato stampa - Tavola Rotonda del 12 Aprile 2017 “La qualità delle acque della Regione Abruzzo e interventi in corso” ed Inaugurazione del depuratore Santa Croce

13 aprile 2017
 aprile 13, 2017
Categoria UFFICIO STAMPA

Da oggi è in funzione il depuratore in Contrada Santa Croce. Un impianto modello che porterà benefici a tutto il territorio. “L’impegno della Sasi in questi mesi è andato in molte direzioni, in particolare l’attenzione e gli interventi si sono concentrati nell’attivazione di una serie di impianti di depurazione, l’inaugurazione oggi del depuratore in contrada Santa Croce aggiunge un altro significativo tassello all’opera di risanamento che stiamo portando avanti, in particolare in uno dei bacini idrografici maggiormente sofferenti sotto il profilo ambientale”.
Il Presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, comprensibilmente soddisfatto per il risultato raggiunto, ha sottolineato l’importanza di questo depuratore che rappresenta “la concreta soluzione a una serie di questioni, prima fra tutte la distribuzione tecnicamente corretta della depurazione in un territorio complesso dal punto di vista orografico, che chiude l’impianto di via Firenze, annulla i relativi gravosi costi energetici e porta benefici anche all’impianto di Santa Liberata.

Questo, infatti – ha continuato il Presidente – è stato fino ad oggi il punto nevralgico per il convogliamento e la depurazione dei liquami nel Feltrino”. Il problema legato all’inquinamento del Feltrino si trascina da tempo accompagnato dall’immancabile corollario di polemiche. “Investire sulla depurazione significa avere a cuore il risanamento ambientale, il rispetto e la salvaguardia del territorio e rispondere alle richieste dei cittadini, ora con il depuratore Santa Croce una consistente parte dei liquami che gravitano nel bacino del Feltrino, pari a 15 mila abitanti, sarà depurato. con un impianto modello”.

Il Presidente Gianfranco Basterebbe ha voluto far precedere il tradizionale taglio del nastro da una Tavola Rotonda per favorire un confronto e una seria riflessione sulla “qualità dell’acqua nella Regione Abruzzo”, argomento complesso e delicato, ma di sicura attualità. Il Presidente ha tenuto inoltre a precisare nel suo intervento, che il lavoro fatto prima di Santa Croce ha già portato ad esiti incoraggianti tant’è che le prime verifiche effettuate dall’Arta Abruzzo hanno disegnato una situazione in netto miglioramento rispetto agli anni precedenti.

“Tale miglioramento è in linea con quelli già registrati sulla balneazione (n.1sufficiente, n.8 buono, n.31 eccellente) sul tratto di costa di competenza, con evidente beneficio per i centri costieri che potranno promuovere con maggior incisività un tratto di mare tra i più suggestivi dell’Adriatico” ha commentato ancora Basterebbe puntando l’accento sulla necessità di azioni strategiche da portare avanti in sinergia. “Ognuno deve fare la propria parte, noi stiamo investendo nel settore, il nostro limite però risiede attualmente nella impossibilità di contrarre mutui, non riuscendo a fornire le garanzie richieste dagli Istituti di Credito. Questa situazione potrebbe essere risolta dalla Regione attraverso la sua banca, la Fira, facendosi garante per i necessari investimenti” ha concluso il Presidente lanciando una chiara ed esplicita richiesta al Governatore Luciano D’Alfonso, presente al Convegno. Con lui gli assessori Mario Mazzocca e Silvio Paolucci.

Il presidente della Regione ha avuto parole di apprezzamento per l’attività della Sasi e per questa iniziativa in particolare “che mette una luce positiva sul mondo della gestione e dell’impiego del ciclo idrico – ha detto – noi abbiamo 1300 km di acque fluviali e 1200 di invasi idrici, siamo una potenza in questo settore che ci mette al terzo posto tra le regioni italiane. Dall’acqua ben gestita deriva anche la collocazione turistica e culturale di un territorio – ha proseguito D’Alfonso – la Sasi ha disegnato un quadro dell’attività svolta, delle criticità ancora esistenti e di quello che si dovrebbe fare. Le risorse finanziarie ci sono, abbiamo già investito 64 milioni di euro, ma accanto alle risorse economiche sono necessarie quelle progettuali”. Il Presidente D’Alfonso auspica un lavoro in sinergia dove “anche i controlli non sono ostili ma animati da una volontà di collaborazione”. Hanno seguito con attenzione l”incontro numerosi sindaci e amministratori, i presidenti di Nuovo Senso Civico e di Ecolan Alessandro Lanci e Massimo Ranieri, il direttore di Sangritana Gianni Di Vito e molti operatori del settore.
Tra i relatori il dott. Tommaso Pagliani che ha parlato del contesto ambientale del bacino idrografico del Feltrino e delle modalità in cui il servizio idrico integrato utilizza e restituisce la risorsa acqua al territorio con riflessi sulla qualità delle acque superficiali e dell’importante strumento del Contratto di Fiume e sulla sua applicazione al bacino idrografico del Feltrino. Ha fatto una sintesi sul dossier preliminare e dello stato di avanzamento delle attività. presentando il programma delle attività da svolgere per pervenire alla definizione e alla sottoscrizione dell’impianto. Una serie di proposte operative per rendere concreta l’attuazione del contratto secondo la legge urbanistica regionale.
Sugli aspetti procedurali ed amministrativi si è soffermato l’ing. Cesare Garofalo della Sasi, direttore commerciale e rapporti con enti, che ha puntato l’accento sull’iter del progetto.

“La mancata regolarizzazione degli agglomerati superiori ai 15.000 abitanti equivalenti – tra cui rientra quello di Lanciano – entro il 31/12/2000 ha generato la procedura di infrazione, pervenuta a condanna nel 2012 , in Italia ha riguardato un totale di 88 agglomerati, tra cui quello di Lanciano – ha spiegato Garofalo – per superare l’infrazione viene concepito e finanziato un intervento di costruzione di un nuovo depuratore che andasse ad aggiungersi a quelli esistenti al servizio dell’agglomerato di Lanciano così da adeguare la capacità depurativa complessiva. L’intervento ha richiesto un tempo di 5 anni dal momento del suo concepimento, in cui spicca il fatto che circa un quarto dei 5 anni sono stati impiegati nella realizzazione dell’opera, il resto va riferito all’attuazione del complesso iter tecnico-amministrativo legato alle opere pubbliche”.

L’architetto Aurelio Falconio, direttore dei lavori e responsabile Tese della Sasi, ha illustrato le fasi di realizzazione del progetto, puntando l’accento sugli aspetti tecnici e sul funzionamento dell’impianto.

“Il depuratore Santa Croce è stato realizzato al fine di risolvere in maniera definitiva il problema della carenza depurativa dell’agglomerato Lanciano-Castel Frentano. Il raggiungimento di questo obiettivo – ha precisato Falconio – non può comunque escludere altre finalità di carattere generale e ambientale che garantiscono la riqualificazione dell’area di intervento integrando le funzioni e le esigenze del nuovo impianto con quelle del territorio. L’intervento è costituito da una serie di opere che congiuntamente hanno lo scopo di raggiungere gli obiettivi suddetti: realizzazione di un collettore fognario per l’adduzione dei liquami da trattare al nuovo impianto di depurazione, realizzazione di un nuovo impianto di depurazione per la potenzialità di 15.000 A.E., ripristino e realizzazione della viabilità di accesso all’area di impianto”.

A tracciare un quadro generale della depurazione nel territorio ex Ato 6 Chietino, è stato Pio D’Ippolito responsabile delle attività operative della Sasi, che ha fatto il punto della situazione, sottolineando anche le criticità che ancora permangono e la necessità di misure che consentano di lavorare con maggiore efficacia e risultati.

“La nostra programmazione non si è comunque fermata, con i Fas riusciamo a risolvere una parte dei problemi, restano però diversi impianti che hanno necessità di adeguamento. Credo che con le risorse messe a disposizione dal Masterplan si possano risolvere definitivamente le procedure di infrazioni alle direttive comunitarie sulle quali sono già state emesse sentenze di condanna o siano in corso procedure di pre contenzioso. Il programma costruito dalla Sasi tende a utilizzare al meglio le risorse effettuando interventi mirati. Per migliorare lo stato qualitativo delle acque appartenenti alla fascia costiera di competenza è necessario concentrare gli interventi su tre assi principali che chiameremo macroprogetti e sono rappresentati da tre assi fluviali, il Foro, il Sangro e il Sinello”.

Significativi anche gli interventi del Direttore Generale dell’Ersi Luciano Di Biase e di Francesco Chiavaroli Direttore dell’Arta Abruzzo e dell’Assessore regionale Mario Mazzocca. A salutare con soddisfazione la messa in funzione del nuovo impianto il Sindaco di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, alcuni consiglieri comunali di Lanciano e gli assessori Pino Valente e Davide Caporale.